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I Disturbi Specifici dell’Apprendimento e la loro diagnosi

Per disturbi di apprendimento si intende la condizione clinica evolutiva di difficoltà di apprendimento della lettura, della scrittura e del calcolo che si manifesta con l’inizio della scolarizzazione. Sono pertanto escluse le patologie di apprendimento acquisite. Si tratta di disturbi che coinvolgono uno specifico dominio di abilità, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Sulla base del deficit funzionale vengono comunemente distinte le seguenti condizioni cliniche:

  • dislessia, cioè disturbo nella lettura
  • disortografia, cioè disturbo nella scrittura
  • disgrafia, cioè disturbo nella grafia
  • discalculia, cioè disturbo nelle abilità di numero e di calcolo

Le disfunzioni neurobiologiche alla base dei disturbi interferiscono con il normale processo di acquisizione della lettura, della scrittura e del calcolo. I fattori ambientali (scuola, ambiente familiare e contesto sociale) si intrecciano con quelli neurobiologici e contribuiscono a determinare il fenotipo del disturbo e un maggiore o minore disadattamento. Il DSA è un disturbo cronico, la cui espressività si modifica in relazione all’età e alle richieste ambientali: si manifesta cioè con caratteristiche diverse nel corso dell’età evolutiva e delle fasi di apprendimento scolastico. La definizione di una diagnosi di DSA avviene in una fase successiva all’inizio del processo di apprendimento scolastico. È necessario infatti che sia terminato il normale processo di insegnamento delle abilità di lettura e scrittura (fine della seconda primaria) e di calcolo (fine della terza primaria). Un’anticipazione eccessiva della diagnosi aumenta in modo significativo la rilevazione di falsi positivi. I DSA hanno un importante impatto sia a livello individuale (prematuro abbandono scolastico nel corso della scuola secondaria di secondo grado), sia a livello sociale (riduzione della realizzazione delle potenzialità sociali e lavorative dell’individuo). La precocità e la tempestività degli interventi appaiono sempre più spesso in letteratura tra i fattori prognostici positivi.

Per la diagnosi dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, la Consensus Conference, documento redatto nel 2010 come risultato dell’accordo esperti in questo ambito, ha indicato alcuni criteri diagnostici di inclusione e di esclusione. Il principale criterio necessario per effettuare una diagnosi di DSA è quello della “discrepanza” tra abilità nel dominio specifico interessato e l’intelligenza generale. Si affianca a questo la necessità di escludere la presenza di disturbi sensoriali o neurologici gravi e di disturbi significativi della sfera emotiva, ma anche di situazioni ambientali di svantaggio socioculturale che possono interferire con un’adeguata istruzione.

La comunicazione predisposta dalla scuola per i familiari costituisce il motivo dell’attivazione del percorso di approfondimento diagnostico. La Legge 56/89 stabilisce che la diagnosi clinica può essere effettuata esclusivamente da psicologi e medici.

Come ricordato la diagnosi di DSA non può essere effettuata prima della fine del secondo anno del primo ciclo di istruzione per quanto riguarda la dislessia e la disortografia, e prima della fine del terzo anno del primo ciclo di istruzione per quanto riguarda la discalculia.

Il protocollo diagnostico prevede una valutazione clinica multidisciplinare (valutazione intellettiva cognitiva, valutazione abilità di lettura e scrittura ed eventualmente delle funzioni linguistiche orali, valutazione abilità logico-matematiche ed eventualmente delle funzioni cognitive non verbali, valutazione psicopatologica e neurologica). In relazione alle difficoltà emerse dall’osservazione clinica del bambino potranno essere previsti altri esami di approfondimento clinico, esami strumentali, visite specialistiche

Solitamente viene fornita una relazione finale che attesta che il bambino/ragazzo rientra nei criteri diagnostici per il Disturbo Specifico dell’Apprendimento. La relazione DSA dovrebbe inoltre includere i punti di forza e di debolezza e dei suggerimenti per l’intervento clinico che generalmente comprende il potenziamento cognitivo.